parole


La parola delle performance in alcuni casi nasce da sola, indipendente, in solitudine, altre volte spunta e prende forma nel contatto con l'azione; e la scena non la teme, la accoglie con naturalezza. Riportiamo qui qualche scampolo, estratti di monologhi, poesie o drammi che Giacomo Paoletti ha scritto per gli spettacoli.

Da Muoio senza niente addosso.                    | vai alla scheda |

"Dove vanno a nascondersi gli animali per morire
nessuno l'ha mai scoperto.
Io non voglio vincere. Né perdere.
Voglio solo esser dimenticata, come un coccio nel deserto.
Ma anche il deserto, qui, ha mille occhi".
(Estratto da L'attrice esausta, Bologna, novembre 2011).


"Tagliarsi le unghie alla luce dei neon
tagliarle col bisturi a piccoli pezzi
amputare l'orecchio e il cielo
non mangiarti le unghie, m'han detto".
(Estratto da L'amputazione, Firenze, novembre 2011).

"Ora, questa pelle, me la sfilo come un cappotto.
Guardami, mentre chiudo gli occhi.
La tua anima profuma di benzina. E io...
io vorrei bruciare ancora".
(Estratto da Stringo mani, Le Pinete, settembre 2011).





Da Voglio dormire                               | vai alla scheda |

"Non è me, questo perdere da tutte le parti.
Non è me, questo spaccio di felicità scaduta.
Non è me. Non è me".
(Estratto da Voglio dormire, Le Pinete, gennaio 2009).

"Che pensi? Non lo so, penso.
Che pensi? Penso festoni di vari pensieri".
(Estratto da Voglio dormire, Le Pinete, gennaio 2009).




Da B/B_ridammi la parola.                       | vai alla scheda |

"Vorrei capire cosa dici
ma le orecchie le ho lasciate giù
sott'acqua
e la tua lingua stesa al sole si è essiccata".
(Estratto da La carne malata, Le Pinete, ottobre 2010).

"Il Dio d'un sole che neanche si muove
che bene può farci?
Il Dio troppo lontano d'un sole troppo lontano
che bene può volerci"?
(Estratto da La Bestia, Fucecchio, agosto 2010)

"Non si cresce come gramigna
si cresce come edera.
E io vorrei trovare le parole
o anche solo una, adamantina
la vorrei trovare".
(Estratto da La meretrice, Firenze, ottobre 2010).




Da Così si compie il giorno                     | vai alla scheda |

"O da un braccio!
Se da un braccio si facesse un bambino,
io ora me lo mozzerei".
(Estratto da La sterile, Bologna, febbraio 2009).

"Il tuo nome è avorio, il tuo nome è condanna.
E io, per sputarlo via, non posso far altro che dirlo".
(Estratto da Penelope, Villa Collemandina, agosto 2009).

"Quando sei caduta, non me ne sono accorta".
(Estratto da Le sorelle, Le Pinete, luglio 2009)