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Chi morde la terra
Progetti di sito-specificità sulla memoria dei luoghi. 
E sul Ritorno.
In collaborazione con iovogliotornare.
















Come barbari dell'oggi, perennemente in esilio, ci aggiriamo, stranieri in ogni terra eppure ovunque a casa.
Questo video nasce dall'indagine sul desiderio e il bisogno della partenza e sul desiderio e il bisogno del ritorno. Giganti virtuali, muoviamo passi mastodontici, bruciamo latitudini nel giro di secondi; ed ora che tutto è vicino, niente è irraggiungibile, l'uomo può vertiginosamente inghiottire il pianeta in un sol boccone, sia per creare che per distruggere.
C'è chi morde la terra voracemente, rosicchiando ogni angolo e lasciando il vuoto al posto del cammino. Ma poi ci sono i coraggiosi: chi lascia il conosciuto per volontà, chi tristemente, per necessità, per la propria vita, chi perché guidato da fili invisibili e potenti, e sarebbe stupido chiedere alla rondine perché migra. C'è chi chiuso nella propria stanza ricorda il luogo che ha lasciato e chi, in una stessa stanza, sogna terre che non vedrà mai. Ed un senso di distanza incolmabile avanza: dov'è casa? Cos'è casa?
Allora mordere la terra è anche questo: portiamo scritte in noi intere ere geologiche, e inghiottendo il suolo che calpestiamo, queste, forse, un poco si risvegliano, ci parlano e ci fanno muovere altri passi.

A Jagoda, che morde la terra e si è gentilmente prestata a comparire in questo video.